Stime agili
Luca | September 28, 2006L’altra sera sono andato al primo incontro dell’APLN London: speaker della serata Mike Cohn che ha parlato di stime e pianificazione; l’ospite non poteva non esser più gradito, dato che sto finendo il suo libro proprio su questo argomento.
Continuo a pensare che il concetto di stimare per dimensione e non per durata sia grande: cerchiamo di capire quanto lavoro siamo capaci di fare, il tempo è una grandezza secondaria che otteniamo dalla velocità del team.
Questo secondo me ha alcuni grandi vantaggi:
- sposta l’attenzione sul “fare”
- semplifica le stime
- ottieni una stima temporale data dalla velocità che è accurata per gli obiettivi del progetto (“quando finiamo ?”… a nessuno interessa sapere “quando è pronto il CRUD ?”)
Questo in realtà si scontra parzialmente con quanto affermato da Mike: lui ha detto di evitare di farsi guidare dalla velocità nella fase di planning ma di fare stime in ore reali dei task…io invece vorrei proprio uscire dalla stima dei singoli task in ore e passare ai punti pure su quelli!!
Usare ore reali per stimare i task e definire il lavoro di ogni iterazione ed usare punti e velocità per capire quante iterazioni servono per finire il progetto mi sembra riduttivo: al momento nel team di cui faccio parte stimiamo sempre in ore reali e francamente la cosa non mi sembra molto produttiva, perchè si hanno comunque delle fluttuazioni nelle stime che le rendono tutte inaccurate…se invece stimo che su una iterazione posso produrre 20 punti non mi preoccupo se per 10 di questi impiego 5 giorni e per i restanti 15! E’ ovvio che anche in questo caso si può ribattere che la stima non è perfetta, ma la pianificazione dell’iterazione è comunque funzionale !!
Mi piacerebbe dare una chance all’approccio appena descritto per capire se può funzionare (ovviamente io credo di si
)
..ci sto provando da un pò ad introdurlo nel team, vediamo se in futuro vorremo provare.





